Il futuro endemico del virus: avremo nuovi picchi, ma meno gravi

Il futuro endemico del virus: avremo nuovi picchi, ma meno gravi

Cicozzi: «È molto difficile, anche se non impossibile, che arrivi una variante in grado di soppiantare Omicron». Il maggior rischio può arrivare dalle parti del mondo con bassi tassi di vaccinazione

Il 2022 sarà il primo anno dell’endemia, quello di convivenza con il virus. A meno di nuove pericolose varianti, improbabili ma non impossibili, i contagi saranno sotto controllo con numeri ridotti e costanti fino all’estate e poi dei possibili picchi in autunno e in inverno, ma con numero circoscritto di malati gravi in ospedale, in particolare anziani e fragili. Uno scenario, questo, che potrebbe ripetersi anche per anni.

A difenderci non sarà la quarta dose ma il primo richiamo annuale del vaccino, molto probabilmente un nuovo preparato “tarato” sull’ultima variante o addirittura efficace contro tutte le varianti, che potrebbe diventare obbligatorio per anziani (magari già dagli over 50) e fragili.

Al vaccino si dovrà affiancare un solido protocollo di cure domiciliari, quello che è tragicamente mancato nelle prime ondate che hanno mietuto tante vittime, con farmaci da usare a casa alla prima comparsa dei sintomi: tra tutti i nuovi antivirali contro il Covid già sul mercato e da prendere anche nella farmacia sotto casa dietro prescrizione del medico di famiglia, oltre ai monoclonali (per infusione ospedaliera) per i pazienti più vulnerabili.

Perché una cosa è certa: il Covid resterà a lungo tra di noi. Quello che ancora non è certo è quale sarà il suo impatto nei prossimi anni soprattutto nei momenti di picco: molto dipenderà da che variante ci troveremo di fronte. Incognite che ad esempio il Governo inglese ha provato a fugare con un documento messo a punto dagli accademici e pubblicato nei giorni scorsi che prevede 4 scenari: i primi due («miglior scenario» e «ottimistico») prevedono ondate leggere o assimilabili a quella attuale di Omicron, le ultime due («scenario pessimistico» e «peggiore») prevedono l’arrivo di nuove varianti pericolose con effetti severi per anziani e fragili fino a colpire l’intera popolazione.

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